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IL Presidente, Prof. Giuliano Amato, in visita al "Machiavelli"

di Paolo Razzuoli

Il nostro Istituto ha avuto, nella mattina del giorno 4 novembre u.s., l’onore ed il piacere di ospitare il piu’ celebre allievo dell’ultimo cinquantennio della sua storia: il Presidente Prof. Giuliano Amato.

L’occasione, fortemente voluta dal Dirigente Scolastico, Prof. Vittorio Barsotti e dai suoi collaboratori, e’ stata pensata per far incontrare il Prof. Amato con la scuola e con i suoi compagni di studi liceali, e per offrire agli studenti la preziosa opportunita’ di ascoltare un intervento di una figura tanto autorevole, su tema di attualita’.

IL Prof. Amato e’ stato accolto al Machiavelli dal Dirigente Scolastico, dai suoi collaboratori e da molti suoi compagni di studio.
Il Dirigente Scolastico gli ha fatto dono di alcuni documenti riguardanti la sua esperienza liceale. Particolarmente sentito e commovente e’ stato l’incontro con i suoi compagni di scuola : sono affiorati tanti ricordi, sono stati ricordati tanti episodi di allora. L’emozione e’ stata palpabile nel ricordare un tempo tanto lontano ma che ancora e’ vivissimo nella mente di coloro che lo hanno vissuto.

La visita e’ quindi proseguita con l’intervento per gli studenti. Il tema prescelto verteva sulla laicita’ dello Stato e sul pluralismo nella societa’ post secolarizzata: un argomento di scottante attualita’, reso ancor piu’ attuale dalla recente sentenza della Corte di Strasburgo sulla presenza del Crocifisso nelle aule scolastiche.

Foto del Prof. Amato nell'Aula Magna del Machiavelli

Davanti ad una platea attentissima, Amato ha offerto un contributo di grandissimo fascino che e’ arduo riassumere.
Prendendo le mosse dai vari significati del concetto di laicita’ dello Stato (ha ampiamente sottolineato la differenza che tale concetto assume nell’esperienza storica europea ed in quella nord-americana), ha ripercorso alcune delle tappe fondamentali attorno a cui la storia europea ha costruito il moderno ordinamento di Stato laico.
Venendo poi al dibattito attuale, ha sottolineato come sia sempre piu’ vivo il senso di religiosita’, soprattutto in certe culture, e come si avverta un sempre piu’ diffuso senso di disorientamento davanti ad una ricerca scientifica che opera indipendentemente da qualsiasi principio etico e al di fuori di una reale conoscenza degli effetti dei propri interventi. Un atteggiamento di continuo « forzare le Colonne d’Ercole », senza nulla chiedersi se « cio’ che e’ concretamente fattibile sia anche giusto ».
In un tale contesto, il senso religioso, inteso come patrimonio etico, puo’ certo rappresentare un forte punto di riferimento, sia a livello individuale che sociale. Il quadro pero’ risulta estremamente complesso laddove si tenga presente che le societa’ moderne sono pervase da un sempre piu’ spiccato pluuralismo religioso.

Amato ha chiuso con una stimolante provocazione culturale. Evocando la figura della Torre di Babele, si e’ chiesto se tale pluralismo sara’ una iattura o una benedizione per l’umanita’. Sara’ una iattura se si accentueranno gli elementi di differenza culturale e religiosa, spingendoli a contrasti insanabili. Sara’ una benedizione se dal pluralismo moderno potranno svilupparsi una sempre piu’ forte conoscenza e comprensione, rimuovendo cosi’ molti degli elementi che hanno nei secoli scatenato i conflitti fra gli uomini.

Concluso il suo intervento, Amato ha stimolato gli studenti ad esprimersi sulla presenza del Crocifisso nelle aule scolastiche.
Sono intervenuti due studenti : l’uno per sostenere che la religiosita’ e’ un fatto interiore e che non necessita quindi di simboli; l’altro per sostenere che il Crocifisso, quale simbolo del Cristianesimo, rappresenta le radici della nostra civilta’ ma non impone di identificarsi con essa.

Lucca, 6 novembre 2009